Lanci

Prima di entrare nel merito dei singoli lanci e della tecnica, devo fare una doverosa digressione: ma cosa può insegnare un pescatore che è ad un gradino di apprendimento al di sotto all’apprendista?
Beh insegnare poco o nulla. Può spiegare, però, le sensazioni, le difficoltà, le frustazioni, ma anche i progressi e le scappatoie o i trucchetti trovati per superare le difficoltà che via via si presentano nel percorso di apprendimento della tecnica di lancio.
Nella maggior parte dei manuali esistenti o nei corsi, infatti, chi insegna è un Maestro e cerca di trasmettere il proprio sapere dall’alto della sua conoscenza tecnica, a volte, dando per scontato alcuni particolari, che tali non sono.

Il primo problema principale, che mi son trovato a dover affrontare, era legato al fatto di aver seguito un corso di lancio, molti anni addietro (quando la TLT non era ancora diffusa), e quindi a rimanere legato ad alcuni punti fermi che quella tecnica classica, così come l’avevo imparata, prevedeva, una certa impugnatura della canna, un determinato uso del polso ed una specifica escursione del movimento. Ma quello che era nella tecnica classica è un errore, nella TLT è un punto di forza a patto di imparare a gestirlo correttamente, infatti prima l’articolazione doveva rimanere ferma ed il braccio doveva effettuare uno stop a ore 12, adesso invece non esiste un punto di fermata, ma un’ammortizzazione del movimento da dove riparte il movimento successivo. Per lungo tempo non ho capitato come questo gesto devesse venir eseguito e mi crucciavo di non riuscire a cogliere il movimento corretto, nonostante l’estenuante prodigarsi del Maestro, con una frustrazione enorme per entrambi (ma frusta non è il nome con cui si chiama anche la canna da mosca? che sia per questo?…). Comunque dopo 6 mesi di testardaggine ne sono venuto a capo: era un problema, non solo di imprinting, della tecnica classica, ma soprattutto di allineamento spalla gomito avambraccio polso, che per una anatomia particolare le mie articolazioni hanno delle escursioni maggiori rispetto alle persone normali e quindi i piani di lavoro su cui controllare il movimento non sono solo quelli standard, ma se ne aggiunge uno in più.

Quindi nel movimento ho dovuto imparare a gestire

  • polso (dentro-fuori e la rotazione), ma ancora di più Avanti-indietro per imprimere l’accelerazione finale
  • avambraccio (avanti dietro)
  • gomito (dentro fuori) fondamentale per tenere in asse il lancio
  • spalla (alto basso, avanti dietro)
  • allineamento busto e gambe per direzionare e dare stabilità

E qui arrivato un soccorso inaspettato da un libro “datato” che presenta una tecnica di lancio diversa da quella che stavo , meglio che tuttora stò, cercando di padroneggiare la TLT. Dicevo che il manuale è quello della pescatrice a mosca più famosa al mondo: Joahn Salvato Wulff ed il suo “la precisione del lancio”. seguendo i consigli su come allineare il corpo per eseguire il lancio “perfetto” mi sono reso conto che non sempre il risultato era quello atteso, un po’ di attenzione a come mi posizionavo e come eseguivo il movimento… et voilà scovato l’inghippo. Ora sul fiume se rimango concentrato i lanci hanno una parvenza di correttezza e di regolarità, ma come allento la tensione la coda va dove vuole, specie se sono stanco… Ma questa è un altra storia.

Quindi come spiegato nella lunga digressione sopra esposta l’obbiettivo é cercare di condividere la tecnica ed il percorso di apprendimento tra pari, e non me ne vogliano gli esperti ed i Maestri, non ci sono velleità di bypassare nessuno, e nessun testo può sostituirsi ad un corso di lancio vero e proprio, anche se è vero che saper lanciare, non significa necessariamente saper insegnare. Per di più se i più preparati notassero degli errori, me li segnalino, così che io possa correggerli e migliorare, ma allo stesso tempo ne facciano tesoro e se ne ricordino al momento di trasferire le conoscenze ai propri allievi.

DOPO TUTTO QUESTO CINCISCHIARE E’ ORA DI FARE SUL SERIO E DI COMINCIARE A DISCUTERE DI ARGOMENTI DI PESCA.

Una delle prime domande, solitamente è da che parte si pesca? contro o a favore di corrente? Beh sia in un caso che nell’altro ci sono dei pro e dei contro. Ma la domanda corretta dovrebbe essere piuttosto, con la mosca secca da che parte si pesca? e con quella sommersa? e con la ninfa? ed a streamer? Visto che le varie “tecniche” impongono scelte diverse. Ma procederò con calma cercando di analizzarle singolarmente sulla base delle mie conoscenze, dei miei approfondimenti e della mia esperienza diretta sull’acqua.

Pesca a secca a salire o contro corrente

PRO CONTRO
  •  Eventuali rumori che si producono muovendosi in acqua, teoricamente non raggiungono la nostra preda
  • Solitamente il pesce rimane direzionato con il muso controcorrente e quindi noi ci avvicineremmo alle spalle, sorprendendolo
  • I falsi lanci passando sopra la zona di visibilità del pesce potrebbero metterlo in allerta
  • Il dragaggio soprattutto in zona di corrente con velocità diverse è molto probabile
  • Se lanciamo parallelamente alla corrente il pesce vedra coda e finale prima della mosca

.
.

Dopo due anni dall’ultimo corso, il primo a TLT, ho finalmente avuto la possibilità di confrontarmi con un istruttore che ha avuto la pazienza e la lungimiranza di darmi dei consigli per correggere alcuni aspetti errati nel mio lancio, di seguito gli appunti alla mia tecnica, come li ho capiti, che non vuol dire che siano come dovrebbero essere😉

  • Il gomito deve rimanere il più possibile adeso al corpo per non aprire il piano di lancio
  • La chiusura del lancio in avanti deve chiudersi sullo stesso piano su cui si è sviluppato, senza che la vetta della canna entri all’interno della spalla
  • Il momento spinta deve venir eseguito dall’avambraccio, si deve sentire lavorare i bicipiti.
  • con la coda dell’occhio bisogna tenere controllato che la canna rimanga sempre nel campo visivo, con uno STOP tra le 12 e le 13
  • Il polso deve limitare la sua escursione posteriore. questo significa che anche se l’avambraccio è nella posizione corretta, intendento le 12, il polso non deve andare troppo indietro es. 14 o addirittura alle 15, perchè questo significa la caduta della coda. Per questo motivo sto limitando il braccio a ore 11, ruotando il polso per la spinta finale fino a che la canna è al massimo alle ore 13 e poi cerco di alzare il gomito verso l’alto altresì che l’avambraccio per pendicolarmente, così da ammortizzare il rallentamento (come dicono gli inglesi “drifting”)
  • Mantenere verificato che il mulinello non ruoti internamente o esternamente, trasmettendo alla coda false dinamiche
  • Per l’accelerazione in avanti l’avambraccio non deve abbassarsi sotto le ore 10, l’accelerazione del pollice, come se dovessi premere il pulsante del vapore di un ferro da stiro (come suggerisce la Joan Salvato Wulff) sarà sì vigoroso, ma il movimento nell’ultima parte con la canna che si abbassa al massimo alle 9 dovrà ammortizzare la cinetica, così da non trasmettere alla coda un brusco rimbalzo.

.
.

Qui trovano posto, non una spiegazione tecnica dei vari lanci che si possono fare con al tecnica del TLT (Tecnica di Lancio Totale) o TLM (Tecnica di Lancio Moderna), bensì spero la mia evoluzione temporale con l’acquisizione della tecnica necessaria ad apprendere i movimenti necessari per eseguire correttamente il lancio stesso, i tipi di lancio sono indicati secondo la difficoltà crescente di apprendimento o di insegnamento. I primi tre infatti sono indispensabili per poter pescare, ma se uno volesse sono più che sufficienti per il moschista neofita. In futuro verrà linkato anche documentazione aggiuntiva, video o pagine web, dove chi fosse interessato può informarsi su come gli stessi lanci si eseguono correttamente (le spiegazioni sono evidentemente fatte da maestri; mica dal sottoscritto… e scusate se è poco!).

La TLT e nello specifico secondo i dettami della FlyFishingMasters (di altri non posso dire, non avendo esperienza diretta), i lanci vengono suddivisi a secondo della loro funzione

  • Lanci di Velocità
  • Lanci di Utilità
  • Lanci Antidragaggio
  • Lanci Vari (questa è una mia “licenza poetica” per indicare lanci che magari non fanno parte della TLT e che ritengo comunque utili, o tecniche di “potenziamento” del lancio come esempio la doppia trazione)

 

  • Lancio Base o angolato(movimenti particolari (in avanti come la paletta per uccidere la mosca (ed il pollice che preme il vapore del ferro da stiro – in dietro come il riculo della pistola)
  • mini doppia trazione
  • Rovescio
  • serpentina
  • ribaltato
  • tagliato
  • Rallentato
  • angolato rallentato
  • Sottovetta totale
  • curvo

I lanci e le spiegazioni qui di seguito riportate sono quelle della FlyfishingMasters e le dimostrazioni sono di quel mostro sacro che è Massimo Magliocco

http://www.flyfishingmasters.it/ita/pagest/page.php?menu=20

http://www.flyfishingmasters.it/ita/pagest/page.php?menu=13

ANGOLAZIONE (veloci)
La dinamica del lancio in angolazione è fondamentale dal punto di vista didattico in quanto racchiude in sé il controllo in termini di tensioni, spinte e accelerazioni , necessari, opportunamente gestiti, per molti lanci.

Elementi chiave del lancio:

  1. Angolazione: la coda verrà proiettata con un angolo acuto rispetto alla superficie dell’acqua che varierà in base alla distanza che si vuole raggiungere e all’altezza del pescatore sempre rispetto alla superficie dell’acqua;
  2. Sistema canna-coda-finale che si muove su un piano compreso tra i 30° e i 45°rispetto al piano orizzontale;
  3. Movimento no-stop fino alla chiusura del lancio;
  4. Uso libero della mano sinistra: ferma, mini-doppia o trazione costante;
  5. Alta velocità di coda e finale nel lancio di posa.
  6. Postura “raggruppata”: gomito che si muove vicino al corpo; per chi riesce avambraccio più vicino alla verticale e polso flesso.

Esecuzione:

Back cast

Si parte con la canna bassa, una volta sollevato il sistema coda-finale-mosca, si accelera uniformemente ( si intende in modo progressivo), quando la canna è all’altezza della tempia si effettua il momento spinta e si prosegue con la fase di ammortizzamento della canna (immaginiamo di infilare la vetta della canna nel loop generato).

La canna deve essere ribaltata più indietro possibile in funzione del piano di lancio scelto.

Forward cast

Senza stop si riparte accelerando uniformemente, contemporaneamente si comincia a ruotare la canna in avanti, caricando il pedone, in modo che quando si arriva con la canna 45° oltre la verticale (rispetto al piano del pescatore) la vetta della canna sia già avanzata rispetto al pedone.

A questo punto si effettua il momento spinta avanti (generato da una leggera flessione del polso), in modo tale che l’impulso e la conseguente rotazione della canna siano “fusi” all’interno della progressione. Ipoteticamente il vettino deve scaricarsi lungo una retta inclinata verso il piano dell’acqua.

Non appena termina il momento spinta , contestualmente al rilascio dello shooting, si solleva leggermente la vetta della canna, generando una frizione aggiuntiva che consentirà alla mosca di arrivare più facilmente “in testa”.

Seguirà l’ammortizzamento con conseguente rilassamento della muscolatura per consentire di smorzare le vibrazioni della canna.

Indicato per:E’ un lancio principalmente didattico, necessario per allenarsi a gestire l’attrezzatura. Quando si riesce a posare la mosca sull’acqua per prima, come fosse apparsa per “magia”, vorrà dire che tutta la gestione è stata perfetta, dando una sensibile indicazione sul proprio livello di allenamento. Conseguenza della correttezza del gesto sarà un loop stretto e molto veloce. In pesca si può utilizzare per “sorprendere” e stimolare un pesce facendo apparire improvvisamente la mosca o in situazioni di acqua ferma o correnti tali che non determinino un immediato dragaggio. Sconsigliato per:tutte quelle situazioni in cui non è conveniente stendere il finale, ovvero buona parte delle situazioni di pesca.
Possibili errori:

  1. stop indietro e probabile tailing-loop
  2. scarsa velocità che determina una caduta della coda con conseguente scostamento del piano di lancio
  3. canna ancor a arretrata subito prima del ms avanti, generando così più una sorta di sovrapposto piuttosto che un lancio in angolazione (indicatore: evidente lama di coltello sulla parte inferiore di coda)
Possibili soluzioni :

  1. Curare l’ ammortizzamento
  2. Mantenere la tensione aumentando la progressione e/o utilizzando opportunamente la mano sinistra
  3. Ruotare la canna durante la progressione in avanti, in modo di arrivare subito prima del ms avanti con la vetta della canna già avanzata rispetto al pedone.

RADENTE (veloci)
Il radente è un lancio che ha la funzione di entrare sotto la vegetazione bassa sull’acqua, e per poterlo eseguire correttamente la coda di topo va fatta viaggiare parallelamente ed a pochi centimetri da questa. Il difficile sta proprio nel soddisfare questa priorità, e a lancio avvenuto, è come se qualcuno tirasse dall’altro capo la coda di topo. L’elemento primario per esaudire questa esigenza è l’altissima velocità che si dovrà imprimere alla coda e per far questo sarà necessario operare in maniera diversa dal solito. La sua esecuzione prevede di impiegare, come parte primaria, il pedone della canna. Si parte con la canna abbastanza alta alle nostre spalle e perfettamente verticale senza quindi nessuna inclinazione. Si scenderà verso il basso avendo cura di portare in avanti il pedone della canna e quindi tenere il vettino leggermente indietro rispetto a quest’ultimo. Il motivo di tale operazione è quello di far caricare il pedone della canna. Andando avanti così sempre con il pedone avanzato e aumentando progressivamente la velocità, si scenderà in basso fino a distendere il braccio parallelamente al fianco del corpo o poco in avanti. Quando si è arrivati quasi alla distensione completa del braccio senza ruotare il polso, e questa è una operazione di estrema importanza, si imprimerà l’ultimo scatto espresso in uno spazio minimo e si scaricherà la canna. Il vettino fungerà da mirino e servirà ad indirizzare la coda di topo la quale viaggerà parallela alla superficie dell’acqua molto velocemente. Il ruolo assunto dal pedone della canna è stato fondamentale in quanto caricandosi fin quasi a braccio disteso e scaricando poi la sua potenza in un minimo spazio a canna quasi parallela all’acqua, ha generato molta velocità. In effetti il segreto per effettuare un buon lancio radente è proprio quello di scaricare all’ultimo il pedone della canna senza far ruotare assolutamente il polso. Nello stesso momento la sinistra avrà sempre tenuto in tensione la coda che come al solito nel momento di massima accelerazione avrà trazionato ulteriormente per poter dare più velocità alla coda. Il rilascio di quest’ultima avverrà immediatamente dopo alla spinta finale e non in ritardo. La coda viaggerà per qualche metro praticamente parallela all’acqua e molto bassa, potendo entrare facilmente anche sotto le più basse fronde. In sintesi si può subito immaginare che in questo lancio se non si hanno sincronismo e velocità i risultati sono pressoché scarsi o nulli.

SOVRAPPOSTO (veloci)
 Il sovrapposto, che per grandi linee assomiglia al radente, oltre che entrare sotto la vegetazione, possiede dei vantaggi come quello di combattere il dragaggio e di gestire molto bene, diciamo così, la corsa della mosca. Il sovrapposto non è un lancio parallelo come il radente ma, anche se come partenza è simile all’altro, alla fine avrà un’angolazione. Il segreto di questo lancio è appunto quello di far arrivare per prima sull’acqua la parte iniziale del finale (potenza) il quale viaggerà per forza di inerzia camminando a bassa velocità su se stesso. Per la sua esecuzione, a differenza del radente si fletterà il polso in basso avanzando contemporaneamente il braccio di poco, nel momento in cui quest’ultimo sta quasi disteso lungo il fianco, facendo in tal modo assumere alla coda un andamento angolato. Tutto il lancio gravita sul rilascio della sinistra. Se questa anticipa di pochissimo si avrà un finale raggruppato ottimo per combattere il dragaggio, se ritarda di pochissimo farà si che il finale si “sovrapporrà” (da qui il nome del lancio) al quello già disteso in acqua e così la velocità iniziale che si era impressa alla coda, si smorzerà permettendo al finale di indirizzarsi a bassa velocità sull’obbiettivo. Il segreto dell’efficacia di questo lancio sta appunto nella gestione del finale. Per l’attrezzatura è d’obbligo una coda leggera DT massimo una 3 lanciata con una canna rapida che non sia assolutamente solo di punta pena il difficile caricamento del pedone della stessa.

SOTTOVETTA TOTALE (veloci)
 Esistono diversi lanci finalizzati a penetrare sotto la vegetazione, alcuni più difficili da eseguire, altri meno; tra questi il sottovetta totale è tra quelli più efficaci e nello stesso momento non presenta per la sua esecuzione particolari difficoltà. A differenza del sottovetta classico, quello totale si esegue in maniera estremamente differente. Per eseguirlo, come prima operazione si dovrà lanciare all’indietro mantenendo un piano orizzontale e, comunque, mantenendo la coda alle nostre spalle alla stessa altezza del vettino della canna. Mantenere alle spalle una coda parallela ci faciliterà il lancio in avanti evitando pericolose rotazioni del polso nel momento di far cambiare traiettoria alla coda. Effettuare i falsi lanci anch’essi in sottovetta ci permetterà di mantenere l’armonia del lancio e, cosa più importante, essere molto più precisi, in quanto, già nella fase di preparazione del lancio, si saranno “prese” le giuste distanze. In altre parole, se si eseguono i falsi lanci lanciando semplicemente in angolazione, si rischia nel lancio finale, se non si è particolarmente esperti, di mandare la mosca da tutt’altra parte. La dinamica del lancio atta a generare il cambio di piano (lancio in avanti) peculiare del sottovetta totale è la seguente: nella fase di rilancio in avanti si inizierà una rotazione del polso che deve proseguire su un piano inclinato verso l’alto fino al momento in cui la mano ha superato di almeno 25/30 cm il nostro fianco. Si noterà, già nella fase di ripartenza, all’inizio della rotazione, che il loop sarà parallelo alla superficie dell’acqua e che la coda passerà ad una quota inferiore rispetto a quella della vetta della canna. Tornando al momento in cui la canna ha superato di almeno 25/30 cm il nostro fianco, questo preciso punto è l’inizio del M.S. che, comunque, deve trovare il polso non ancora del tutto raddrizzato ma aperto di almeno 30°; a questo punto inizierà la roto-traslazione finale del polso che è poi il cuore del lancio; contemporaneamente si porterà la vetta della canna verso l’alto per due motivi: il primo è di evitare di battere con la coda in acqua e il secondo è quello di incrementare il dislivello tra coda ferma e coda in movimento che è poi l’elemento che permette di disegnare il caratteristico profilo della coda nel sottovetta Totale che a differenza di quello classico ha come elemento caratteristico, un loop a “V” orizzontale. La sinistra dovrà essere utilizzata con una mini-doppia trazione poiché la trazione costante o la mano ferma, in questo caso, non darebbero la giusta tensione che il lancio necessita, a causa di una dinamica orizzontale e di un continuo cambiamento del piano di lancio. Il risultato finale darà quindi una canna inclinata verso l’alto, una coda ferma e angolata verso il basso e un loop orizzontale. Il movimento in effetti e’ più semplice di quanto si possa pensare, l’importante e’ che venga effettuato senza stop ovvero con un movimento unico. Tra la coda ferma e quella in movimento si dovrà vedere il classico disegno ad angolo acuto senza nessun loop divergente, che è, invece, il risultato di chi esegue il sottovetta classico che finalizza la sua dinamica a far cambiare il piano di lancio della coda da verticale a orizzontale. Il sottovetta totale, e’ un lancio che può essere utilizzato anche per altri scopi. A differenza della sua esecuzione in velocità, si può far si che diventi un curvo. Per ottenere questo risultato si dovrà agire sulla mano sinistra che rilasciando anticipatamente la coda smorzerà la velocità impressa mantenendo così inalterato quel loop orizzontale che diverrà una volta posato in acqua, un curvo vero e proprio. In conclusione, il sottovetta totale può essere considerato a pieno titolo un lancio da ‘pesca’ intendendo un lancio finalizzato a facilitare il superamento di alcune situazioni reali. Questa sottolineatura è per ribadire che molti lanci vengono erroneamente definiti lanci da “prato”, nel senso che sono più spettacolari che pratici, per alcuni questo può essere vero, ma non e’ sicuramente il caso del sottovetta totale.

RIBALTATO

Quando tra il pescatore e l’obbiettivo da raggiungere esiste una corrente inferiore a quella esistente sull’altra sponda. In altre parole la finalità di questo lancio e’ quella di creare una buona curva, per contrastare la forte corrente opposta, proprio su questa. Esistono diverse tipologie di ribaltati a seconda delle situazioni.

Ribaltato totale

Si esegue stando in acqua su una sponda e lanciando sull’altra più o meno perpendicolarmente ad essa. Si parte lanciando come sempre in direzione dell’obbiettivo preoccupandosi prima di aver preparato nella mano sinistra due ampie spire. Quando la mosca sta per arrivare sull’acqua si deciderà di lasciare la prima spira e contemporaneamente si scenderà con la canna molto bassi e parallelamente alla superficie dell’acqua e con il palmo della mano rivolto verso l’alto vicino alla coscia. Senza stop, e questo e’ fondamentale per far si che la coda venga a contatto con l’acqua il più tardi possibile, si rialzerà la canna in senso rotatorio fino a riportarla in verticale per rilanciare la coda facendo in modo di “aprire” contro corrente. Il significato di aprire controcorrente sta ad indicare che si dovrà praticamente roteare la canna verso monte generando una curva vera e propria della stessa che nell’ultima fase dovrà essere spinta come se stessimo effettuando un lancio vero e proprio. In questo momento quasi contemporaneamente alla spinta, si rilascerà la seconda spira per far si che la curva che si e’ creata insieme a parte del finale, rimanga tale senza che la coda si distenda. A questo punto si avrà sull’acqua una coda contrastante la corrente e la mosca libera di muoversi lungo la stessa.

Ribaltato a monte

Una variante e’ quella di quando, stando in acqua, si decide di lanciare un po’ più verso monte diciamo dai 45 gradi in su. I movimenti sono gli stessi tranne che quando si dovrà rilanciare la coda che in questo caso verrà proiettata verso la mosca dalla vetta della canna. Questa operazione genererà una curva più stretta contro corrente ed anche una distanza maggiore. Questo vale quando si pesca a favore di corrente ma quando quest’ultima arriva dalla parte opposta? L’operazione apparentemente può essere considerata più difficile ma in effetti non lo e’. Infatti si dovrà manovrare il tutto con un’azione speculare. Le grosse differenze sono solamente nella direzione della canna in fase di apertura, che invece di trovarsi parallela sull’acqua e vicino alla nostra coscia destra, si troverà sempre parallela ma vicino al nostro ginocchio sinistro e con il palmo della mano rivolto verso il basso.
Questo e’ il cosiddetto lancio ribaltato in acqua dritto e rovescio che come abbiamo visto e’ finalizzato a contrastare la corrente con la curva che si viene a generare in maniera molto precisa cioè come e dove vogliamo noi.

Ribaltato in aria

Si utilizza quando la corrente e’ abbastanza omogenea, oppure in tutte quelle situazioni in cui la corrente centrale e’ più sostenuta. La sua esecuzione e’ discretamente semplice Si parte questa volta con una sola spirale nella mano sinistra e si opera più o meno nella stessa maniera del ribaltato in acqua, solo che il ribaltamento deve avvenire non sopra la superficie liquida ma in aria. Appena si e’ lanciato ed immediatamente dopo, si effettuerà una rotazione del vettino della canna contro corrente come nel ribaltato in acqua, ed in quel preciso momento si lascerà la spira della mano sinistra il tutto con la coda in aria. Questa rotazione del vettino per essere efficace deve avvenire con una certa energia ed essere accompagnata dal braccio. Alla fine del lancio, si avrà la canna indirizzata verso monte all’altezza della spalla sinistra. Il risultato non sarà una vera e propria curva come per quello in acqua, ma una sorta di sensibile spostamento verso monte della coda la quale si depositerà in acqua, grazie al suo smorzamento, causato dal rilascio anticipato della sinistra con la spira.
Due cose che si debbono assolutamente ricordare, per poter aver sempre risultati con i ribaltati in acqua, sono un ottimo finale e una coda molto ben ingrassata. Per ottimo finale si intende, oltre che a una giusta proporzione, in particolar modo la sua lunghezza che deve necessariamente essere almeno di 5,00 m. Un finale corto, non servirà praticamente a niente in quanto durante il ribaltamento si ribalterà sistematicamente completamente facendo si che anche la mosca venga ribaltata a monte compromettendo cosi tutta l’efficacia del lancio. Il motivo per cui si deve avere una coda ben ingrassata e’ perché quest’ultima deve sempre galleggiare bene sulla superficie dell’acqua. Una coda male ingrassata e’ una facile preda della corrente che inevitabilmente la spingerà sotto la superficie dell’acqua. Il grosso problema sta nel rilanciarla o meglio ribaltarla verso monte poiché questa, essendo praticamente intrappolata, non potrà mai staccarsi dalla superficie liquida. Molti fanno paragoni tra il mending e il ribaltato. La differenza sostanziale che esiste tra questi due lanci e’ che il primo più che un lancio e’ una correzione della coda e può essere da complemento per tutti i lanci che prevedono un modellamento della coda e può essere eseguito a più riprese dopo il lancio base, mentre il secondo e’ un lancio vero e proprio con tutte le sue dinamiche. I lanci ribaltati daranno i risultati migliori utilizzando code leggere.

CURVO

Il curvo è forse uno di quei pochi lanci che, proprio per sua semplicità, può essere utilizzato un po’ ovunque ma per contro possiede dei limiti. Questo perché tutta l’operazione finalizzata a far assumere alla coda questa famosa curva come si può immediatamente immaginare pecca in precisione. In altre parole con questo lancio può risultare difficile indirizzare la nostra mosca in un determinato punto non particolarmente facile da raggiungere. In linea di massima quindi il curvo lo prenderemo in considerazione ad esempio quando dovremo posare la mosca in quelle zone di acqua in cui esiste una corrente più forte rispetto alla linea sulla quale si andrà ad adagiare la coda. In effetti la sua efficacia sta proprio nel contrapporsi alle forze contrarie della corrente tagliandola in diagonale. La curva che si creerà interesserà la parte terminale della coda e/o anche il finale. La sua efficacia terminerà quando la porzione di coda curva che prima era rivolta verso monte, sospinta dalla corrente, si troverà a sua volta ad avere la convessità verso valle. Il curvo può essere eseguito con un arco della coda piccolo o grande, a seconda delle circostanze. Quando, per esempio, incontriamo una corrente a ridosso della sponda opposta che interessa una porzione limitata rispetto alla larghezza del fiume, cercheremo di curvare la coda in maniera più ristretta e concentrata in quel punto, mentre se la corrente interessa una porzione di fiume maggiore o più uniforme, la nostra curva sarà più grande. Quindi si può dire che l’ampiezza della curva è direttamente proporzionale alla superficie trasversale che la corrente occupa. Un’altro esempio in cui si può utilizzare il curvo, in questo caso non proprio per combattere il dragaggio, è quando dobbiamo far arrivare la mosca alla trota in caccia senza che questa, a causa della trasparenza dell’acqua, veda prima la coda e il finale e quindi fuggire via compromettendo tutto. In questo caso il curvo se ben eseguito riesce a dimostrare tutta la sua efficacia. Ma come si deve operare per eseguire un buon curvo ? In generale si può affermare che il lancio curvo è un’espressione del fuori-asse che la coda deve compiere. Operando in questa maniera la coda di topo lavorando appunto su di un’altro livello da quello in cui si trovava all’inizio del lancio, compirà una vera e propria curva. Diventa estremamente importante rallentare la velocità iniziale della coda per poterla così smorzare e per depositarla così com’è direttamente sull’acqua. L’operazione pratica consiste nel ruotare il polso nel verso della curva che si vuole creare cercando di far compiere al vettino una cucchiaiata cioè un’apertura verso l’esterno nel momento in cui la coda tende a passare in testa cioè avanti alla canna. Contemporaneamente dovremo smorzare la velocità della coda di topo rilasciando in anticipo, ma al momento giusto, la coda trattenuta dalla mano sinistra. Questa operazione risulta estremamente importante in quanto se si continuasse a tendere la coda con la mano sinistra, questa inevitabilmente finirebbe per distendersi in modo rettilineo compromettendo così tutta l’operazione. Il curvo può essere sia dritto che rovescio a seconda che si stia pescando da una riva o dall’altra. Se operiamo di rovescio, agiremo più o meno alla stessa maniera del dritto, avendo cura di aprire all’esterno con una torsione di polso. Non ultimo un accorgimento fondamentale, cioè il polso sia nel dritto che nel rovescio, non dovrà mai ruotare come se si stesse utilizzando un cacciavite perché questa operazione, errata, farebbe si che la canna, girando su se stessa, non produrrebbe nessun risultato in quanto la traiettoria del vettino e della coda rimarrebbe identica, mentre lo scopo del lancio è proprio quello di far viaggiare la coda su un piano diverso da quello disegnato della canna.

LANCIO IN ANGOLAZIONE RALLENTATO o RAGGRUPATO (antidragaggio)
 Un lancio di eccezionale efficacia è il lancio in angolazione raggruppato .Questo lancio raggrupperà tutto il finale non nella corrente più veloce ma nel punto in cui intendiamo depositare la mosca. Il lancio in angolazione raggruppato ha proprio la finalità di scavalcare la corrente più veloce e andare a raggruppare coda e finale in quella zona in cui presumiamo ci sia la trota e in cui la corrente è più lenta. Quindi, il lancio in angolazione raggruppato viene eseguito nel momento in cui tra il pescatore e l’obbiettivo esiste una corrente molto veloce. L’operazione è molto semplice e sta nell’operare con la canna molto in alto e con un arco molto breve. Nel momento in cui abbiamo preso la mira e stretto al massimo il loop per concentrare tutto in una piccola superficie, si farà scendere per forza d’inerzia la coda in modo tale che il finale che sarà piuttosto lungo, possa raggrupparsi. La buona riuscita del lancio dipende dal rilascio anticipato della sinistra che farà crollare tutto il finale in acqua. La canna dovrà rimanere alta senza seguire l’esaurirsi del lancio in acqua al fine di evitare che la coda si appoggi sull’acqua con i conseguenti effetti negativi che la corrente ivi presente avrebbe su di essa Alla fine si avrà il raggruppamento del finale e la piccola parte di coda, che si adagerà sulla corrente più veloce, lo farà molto in ritardo aumentando così i tempi di permanenza in zona della mosca ritardandone di molto il dragaggio.

SOTTOVETTA TOTALE RALLENTATO
 STR è l’abbreviazione di sottovetta totale rallentato e rientra nella categoria dei lanci antidragaggio.È un evoluzione del sottovetta totale che come sappiamo serve, sia per entrare sotto la vegetazione, grazie ad un loop parallelo e molto vicino alla superficie dell’acqua, sia a presentare in maniera improvvisa la mosca alla vista del pesce. L’esecuzione sarà composta da un insieme di dinamiche che renderanno il lancio un po’ impegnativo, ma allo stesso tempo sarà elegante e fluido, nonché efficacissimo in molte situazioni di pesca.Vediamo adesso i vari passaggi.Partendo con il sottovetta totale portato non in velocità, si dovrà alzare in maniera decisa la vetta della canna immediatamante dopo la formazione del loop a “V” orizzontale tipico di questo lancio e, controllando la coda di topo con la mano sinistra (la destra per i mancini) facendola scorrere, senza lasciarla, si riabbasserà la vetta senza effettuare stop. In questo passaggio sta il cuore del lancio, in quanto il percorso della vetta della canna dall’alto verso il basso farà si che la parte centrale della coda di topo si ancori in acqua mentre il loop orizzontale creatosi con il sottovetta totale prosegua rallentando la sua corsa senza distendere quindi il finale, dando cosi’ origine ad una curva che presenterà la nostra mosca prima del finale alla vista del pesce delicatamente e a bassa velocità.Per concludere, posso dire, che pur essendo un lancio non veloce, ci permette di presentare la mosca improvvisamente alla vista del pesce e di essere precisi in quanto la curva che si formerà sarà molto vicina alla superficie dell’acqua. Insomma è veramente un lancio da pesca!ErroreMosca che si deposita troppo vicino rispetto al punto voluto.RimedioLancio in sottovetta totale non corretto ritardare leggermente il sollevamento e l’abbassamento della vetta della canna.ErroreNon si forma la curva.RimedioNon si è ancorata la coda, alzare la vetta e abbassarla accentuando di più i movimenti senza fare Stop, rallentare l’esecuzione di tutte le dinamiche.

ONDULATO (utilità)
 L’ondulato e la spirale oltre che per sollevare la mosca dall’acqua senza generare scie, rumori dannosi e inzuppamento della mosca, sono lanci che servono anche come base per altri lanci come ad esempio il lancio Tagliato.L’esecuzione del lancio ondulato è abbastanza semplice e quindi, sollevando la canna, si porta la vetta in alto in maniera relativamente lenta. Immediatamente dopo, andando verso la mosca con la canna per circa 30/40 cm per evitare di trascinare verso di noi la mosca, si scenderà ritardando la discesa della la vetta rispetto al pedone della canna e all’altezza del fianco si spingerà verso il basso con il pedone e poi per tutta la lunghezza della canna.Questo produrrà un’onda che arriverà fino alla mosca la quale si solleverà dall’acqua con delicatezza. Immediatamente dopo si dovrà rilanciare indietro per evitare che coda e/o finale sbattano sull’acqua.

SPIRALE (utilità)
 Per la spirale bisogna compiere una sorta di ampio cerchio con la vetta della canna verso la direzione della corrente e andando, anche in questo caso, verso la mosca con la canna per circa 30/40 cm per evitare di trascinare verso di noi la mosca. Questo genererà una grossa spira che arriverà fin sopra la mosca sollevandola in maniera perfetta. Operando in senso antiorario nel momento che la vetta compie la fase discendente si darà la massima spinta.

PICCOLO ROLLE (utilità)

Il Piccolo roller, come dice il nome, non è altro che un rilancio in asse della coda verso la mosca non appena questa, dopo una passata in pesca, sia arrivata a non più di 3/4 metri dal pescatore. È importante rilanciare parallelamente all’acqua per far sollevare meglio la moca che anziché essere riposata come nel roller vero e proprio, verrà rilanciata immediatamente indietro.

ROVESCIO CLASSICO (Utilità)

Se risalendo il fiume ci troviamo con la sponda di mano, per intenderci quella di destra, (sinistra per i mancini) piena di vegetazione e non possiamo quindi lanciare avremo due possibilità, o cambiamo sponda o cambiamo lancio. Se si prende in esame la seconda ipotesi che è la più normale, sarà necessario eseguire un lancio rovescio o contromano. Ci sono due modi per eseguire il lancio rovescio quello classico e il rovescio parallelo che è un po’ più completo poiché, oltre che ad essere migliore come lancio rovescio fa anche da base per altri lanci come ad esempio il ribaltato rovescio.

Rovescio classico

Il rovescio classico si esegue spostando di circa 90° da destra a sinistra la canna quindi da una posizione di 45° sul lancio normale a 45° sul lancio rovescio. Utilizzando questo nuovo piano si lancio si dovrà eseguire un M.S. indietro poco prima che la mano che tiene la canna arrivi a contatto della parte sinistra del nostro petto, parte che farà da stop all’escursione della canna. Quei 20 cm circa che separano la mano dal petto dopo il M.S. serviranno ad eseguire un piccolo, ma sufficiente, ammortizzamento che servirà, come sempre a non fermare il lancio e ad evitare una ripartenza da fermo che potrebbe causare una chiusura del loop. Il lancio in avanti si eseguirà sempre in progressione e si chiuderà con un M.S. molto avanzato, ovvero con la canna quasi distesa in avanti proprio per sfruttare al massimo il minore spazio che si avrà a disposizione per accelerare. Una nota estremamente importante è relativa all’uso della mano sinistra che, per evitare angoli tra il primo anello della canna e la coda, dovrà essere il più possibile vicino all’asse della canna.

ROVESCIO TOTALE (Utilità)
 Il rovescio totale è un lancio molto più completo di quello classico. Prima di tutto la canna non seguirà un piano di lancio di 45° ma ne seguirà uno il più possibile con la canna orizzontale e con una inclinazione di circa 30° rispetto al piano dell’acqua. In effetti la canna opererà al di sopra della testa del pescatore ed avrà uno spazio molto maggiore di quello sfruttato dal rovescio classico proprio per non avere impedimenti durante il suo tragitto nel lancio indietro come invece accade per il rovescio classico. Questo piano di lancio orizzontale aumenterà lo spazio che farà produrre alla coda una velocità maggiore con i relativi benefici. Questo piano di lancio di circa 30° servirà per lanciare la mosca in angolazione direttamente verso l’obbiettivo così da sfruttare la forza di gravità e rendere il lancio più pulito e preciso. Anche qui il M.S. sarà dato quasi alla fine sempre per sfruttare al massimo tutta l’escursione del braccio. La mano sinistra dovrà alzarsi di molto poiché anche in questo caso dovrà stare il più vicino possibile alla canna sempre per lo stesso motivo anche se non potrà, per ovvii motivi, essere proprio in asse con essa. Nel lancio indietro il M.S. sarà eseguito più o meno al di sopra della testa del pescatore e sarà seguito da un ammortizzamento della canna molto maggiore che darà anche più vantaggi in termini di progressione. La canna nell’intero arco di lancio, cioè dalla ripartenza in avanti fino alla chiusura, compirà un arco completo di 180° a dimostrazione del totale sfruttamento dello spazio a disposizione.

TAGLIATO
 Il tagliato è un lancio che si esegue quando alle spalle esiste una folta vegetazione ed è impossibile allungare la coda dietro. Per eseguire bene il tagliato si dovrà sfruttare quello che il fiume offre e quindi la tensione superficiale dell’acqua si presta molto bene allo scopo. La prima operazione da fare è quella di eseguire una spirale molto ampia con lo scopo di far arrivare sulla nostra destra il finale e farlo depositare in acqua. Il finale quindi aderirà sulla superficie liquida ancorandosi su di essa e sarà proprio questo ancoraggio che si dovrà sfruttare. Immediatamente dopo e senza fermarsi un solo attimo, si scenderà in basso con la canna mantenendo il palmo della mano che la sorregge verso l’alto come naturale continuazione della spirale appena eseguita. Questa posizione della canna è estremamente importante in relazione all’esecuzione finale del lancio che si traduce in una spinta direzionale verso l’obbiettivo prefissato. In altre parole, partendo con la canna molto bassa sull’acqua si dovrà spingere “tagliando” il lancio, cioè con un avanzamento e un M.S. finale in avanti con la canna orizzontale avanzando il pedone per farlo caricare, operazione molto difficile se non impossibile da effettuare con la vetta della canna, la quale entrerà in azione solo per direzionare la mosca sull’obbiettivo. La mano sinistra ha un ruolo importantissimo in quanto potendo contare solamente sulla tensione dell’acqua una buona trazione con la sinistra si rende quantomai indispensabile. Se tutta l’operazione è stata eseguita bene la coda partirà discretamente veloce senza che abbia necessità di spazi indietro. Del resto il tagliato non ha un lancio indietro ma si basa su un sistema di tensioni costanti che vengono generate dalla spirale e dal finale ancorati sull’acqua. La coda oltrepasserà le spalle del pescatore solo di pochi centimetri poiché la vetta della canna immediatamente dopo la spirale tenderà a spostarsi leggermente indietro.

Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: