Dorino

Se vi capitasse di andare a pescare sullo Stella a Sterpo, potreste parcheggiare la vostra auto nella “piazzetta”, il che è la cosa più saggia da fare, visti i problemi di atti vandalici che si sono verificati in passato a chi lasciava il proprio mezzo nelle strade bianche adiacenti… parcheggiando in “centro” non solo la vostra auto sarebbe piuttosto al sicuro, ma riuscireste a notare l’ingresso di un vecchio mulino, tutt’ora in attività, ed il mugnaio è il signor Dorino. Riconoscerlo è facile, sbucherà dalla porta del mulino appena sentirà il rumore della vostra auto oppure sarà a passeggio con il suo splendido bracco.

Un vero scrigno di esperienza e di ricordi, beh con 80 primavere sulle spalle, vorrei anche vedere…

Se è di giornata buona potreste ritrovarVi a frustare in acqua con lui appollaiato sul ponte che Vi racconta di come era il fiume 50 anni prima, di come bollava quando si faceva sera, peggio di una bibita gassata agitata; di come ci si organizzava con le reti per prendere il pesce necessario per la cena, nel tempo che le donne preparavano le braci per la griglia, gli uomini procuravano la materia prima…

E di come i temoli si scagliavano sulla mosca artificiale (si perchè il Dorino pescava con la frusta), e della presenza massiccia di lucci ed anguille….

E di come l’avvento della tecnologia e l’insediamento delle peschiere (con deviazione del corso originale delle acque), nonchè dei depuratori che funzionano un po’ si e un po’ no abbiano impoverito progressivamente le acque…

Di come il fondo ciottoloso da candido sia progressivamente diventato più scuro, e di come si sia riempito di erba e vegetazione…

Ma il Dorino non vi racconterebbe solo di come il posto sia cambiato, ma vi farà scoprire degli aneddoti storici impensabili… come  quando,  lui portava i calzoni corti (~1940), e capitava che arrivasse un Signore (nel senso nobile del termine) in calesse da Varmo scortato con due Famigli (servitù) ed avendo difficoltà a pescare, faceva ripulire le sponde dalla vegetazione (a colpi di falce e ascia) per poter frustare liberamente con la coda di topo!!!

Quando questa sera il Dorino mi raccontava questa storia da sopra il ponte, mentre tentavo di prendere qualche cavedano, sono rimasto affascinato, pensando a quanto vecchia sia la tecnica della pesca con la mosca, anche se non così tanto praticata in regione.

Visto il pozzo di conoscenza, di ricordi e di storia, che il Dorino può condividere, le prossime volte che vado a fare quattro lanci da quelle parti, anche se non pesco, solo ascoltandolo potrò rientrare a casa arricchito con un paniere di esperienze e novità assolutamente ineguagliabile.

Grazie Dorino, che il buon Dio ti conservi a lungo, così da poterci regalare le tue esperienze ed i tuoi splendini ricordi

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